Miserere

Perché il libro si intitola Miserere?


Miserere
è la prima parola di un salmo molto conosciuto e significa “abbi pietà”. Secondo la tradizione biblica, fu re Davide a pronunciare queste parole di pentimento perché aveva deliberatamente mandato a morire in guerra l’ittita Uria, un suo ufficiale, per poterne poi impalmare la vedova Betsabea della quale si era invaghito.

All’epoca del romanzo, lo spazio di tempo necessario a recitare un Miserere era utilizzato come unità di misura nell’applicazione della tortura, in assenza di cronometri più moderni e precisi. L’inquisitore poteva quindi decidere di infliggere un tormento specifico per uno o più Miserere.

Il Miserere segreto

Proprio nel 1630, anno nel quale il romanzo si svolge, il musicista Gregorio Allegri scrisse per la Cappella Sistina una composizione a nove voci per due cori sul testo del salmo Miserere per papa Urbano VIII. Lo spartito è rimasto segreto per secoli e chiunque lo avesse fatto eseguire fuori della Cappella Sistina sarebbe stato scomunicato. A spezzare il vincolo del segreto fu un ragazzo quattordicenne  che 140 anni dopo lo ascoltò una sola volta e fu in grado di riscrivere lo spartito a memoria: si chiamava Wolfgang Amadeus Mozart.

Quanto è lungo un Miserere?

Questo è il testo con versione italiana a fianco (come compare su Wikipedia). Per recitarlo a una velocità media, occorrono  un paio di minuti circa.

Miserere mei, Deus, secundum magnam
misericordiam tuam.
Et secundum multitudinem miserationum tuarum,
dele iniquitatem meam.
Amplius lava me ab iniquitate mea:
et a peccato meo munda me.
Quoniam iniquitatem meam ego cognosco:
et peccatum meum contra me est semper.
Tibi soli peccavi,
et malum coram te feci:
ut justificeris in sermonibus tuis,
et vincas cum judicaris.
Ecce enim in iniquitatibus conceptus sum:
et in peccatis concepit me mater mea.
Ecce enim veritatem dilexisti:incerta et occulta
sapientiae tuae manifestasti mihi.
Asperges me hyssopo, et mundabor:
lavabis me, et super nivem dealbabor.
Auditui meo dabis gaudium et laetitiam:
et exsultabunt ossa humiliata.
Averte faciem tuam a peccatis meis:
et omnes iniquitates meas dele.
Cor mundum crea in me, Deus:
et spiritum rectum innova in visceribus meis.
Ne projicias me a facie tua:
et Spiritum sanctum tuum ne auferas a me.
Redde mihi laetitiam salutaris tui:
et spiritu principali confirma me.
Docebo iniquos vias tuas: et impii ad te
convertentur.
Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis
meae: et exsultabit lingua mea justitiam tuam.
Domine, labia mea aperies:
et os meum annuntiabit laudem tuam.
Quoniam si voluisses sacrificium, dedissem utique:
holocaustis non delectaberis.
Sacrificium Deo spiritus contribulatus:
cor contritum, et humiliatum,
Deus, non despicies.
Benigne fac, Domine, in bona voluntate tua Sion:
ut aedificentur muri Jerusalem.
Tunc acceptabis sacrificium justitiae,
oblationes, et holocausta:
tunc imponent super altare tuum vitulos.
Pietà di me, o Dio, secondo la Tua
grande misericordia.
E secondo l’abbondanza della Tua compassione
cancella la mia colpa.
Di più, lavami dalla mia colpa
e mondami dal mio peccato.
Poiché la mia colpa io la riconosco,
e il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di Te soltanto ho mancato
e ciò che per Te è male io l’ho fatto:
cosicché Tu risulti giusto nelle tue parole
e prevalga nell’emettere il giudizio.
Ecco, infatti, io sono stato concepito nella colpa
e nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ecco, infatti, tu ami la verità: i segreti
della tua sapienza mi hai rivelato.
Purificami con issopo e sarò mondato;
lavami e sarò bianco ancor più della neve.
Fammi sentire gioia e letizia,
esulteranno le ossa afflitte.
Distogli il Tuo sguardo da ogni mio peccato,
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me un cuore puro, o Dio,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla Tua presenza
e non privarmi del Tuo santo Spirito.
Restituiscimi la gioia della Tua salvezza,
e rinforzami nello spirito originario.
Insegnerò le Tue vie agli erranti, i peccatori a
Te torneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, e
la mia lingua esalterà la Tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra,
e la mia bocca proclamerà la Tua lode;
poiché se Tu avessi voluto un sacrificio l’avrei fatto senz’altro:
non verrai compiaciuto dagli olocausti.
Uno spirito contrito è il sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato,
tu, o Dio, non disprezzi.
Nel Tuo amore favorisci Sion,
siano rialzate le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai il culto prescritto,
sacrifici e olocausti:
allora immoleranno vitelli sul Tuo altare.

(da Wikipedia, voce: Miserere)