MARINA MARAZZA

Scrittrice, traduttrice, pubblicista, sceneggiatrice, manager editoriale, Marina Marazza è nata a Milano. Laureata in storia, autrice di romanzi, biografie e racconti ambientati nel passato per adulti e ragazzi, discende da una delle vittime dei tragici processi agli untori del 1630 e ritiene che gli uomini e le donne che hanno coraggiosamente vissuto quello scorcio di tempo formidabile e disperato abbiano guidato la sua penna per far conoscere ai lettori di oggi le loro umanissime storie.


 

foto di Luca Fazzolari

 

 

 

INTERVISTA ALL’AUTRICE

Marina Marazza ha scritto Miserere, un romanzo edito da BD per la collana Revolver. Perché hai scritto questo libro?
Avevo una storia da raccontare. La storia di una donna che è vissuta nel ’600. La sua e quella di tanti altri che lei incontra nel suo percorso.

Che tipo di percorso?
Un ritorno. Una vendetta. Una ricerca delle radici. Alma è un personaggio realmente esistito. E’ la figlia della monaca di Monza.

Quella del Manzoni, dei Promessi sposi?
Proprio lei, quella che fu murata viva per aver avuto una relazione con un cavaliere, un certo Osio. Dall’amore proibito di Marianna de Leyva, la monaca di Monza, e Giovan Paolo Osio è nata Alma. La figlia del peccato.

Alma non deve aver avuto una vita facile, con queste premesse.
Per niente, infatti. Arriva a Milano nel giugno del 1630 quando la peste è al culmine e si trova coinvolta in una serie di avvenimenti tremendi e magnifici con i più grandi personaggi del tempo. Borromeo, Galileo, Monteverdi…  Alma trova anche l’amore. Ma non sarà facile…

E prima di arrivare a Milano che cos’aveva fatto?
Il suo passato è molto particolare e ha fatto di lei una persona speciale.

E’ un segreto?
Questo è un libro pieno di segreti e di sorprese. Pieno di tante storie di uomini e donne vissuti prima di noi.

E’ un libro violento?
E’ un libro vero, ambientato nel periodo della controriforma. Peste e processioni, esecuzioni capitali e carrozze dorate, carestie e lazzaretti, conventi, bordelli, prigioni, processi, streghe, sodomiti, orfani del contagio e fuggitive marchiate a fuoco, pittori di martirii e sante reliquie.

Si svolge tutto a Milano?
No,  Alma viaggia fino al lago di Como e di Lecco, alle cave di marmo nero di Varenna, al Pian di Olonio impaludato e mefitico e Forte Fuentes verso Colico e il confine con i Grigioni riformati, al monastero di Piona, poi torna a Milano e arriva fino all’Adda  e alle sue rapide verso Paderno. E’ un paesaggio molto vario, inaspettato.

Che altro vuoi aggiungere?
Vi aspetto nel mio libro, nella maledetta estate del 1630, a conoscere Alma e la sua storia.

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012″:

un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival.
Oggi vi presentiamo Marina Marazza…